Luca_Bassanese_Premio_Marcello_Torre

discorso/racconto al conferimento dell’Attestato di Merito per l’Impegno Civile (Premio Nazionale “Marcello Torre”)

La persona più cattiva al mondo era veramente cattiva, nel tempo era arrivata a farsi odiare da tutti ed il suo potere era smisurato. La persona più cattiva al mondo poteva decidere quasi tutto, anche far perdere la testa ad ognuno di noi in qualsiasi momento e quando dico far perdere la testa, non intendo farci innamorare, ma tagliare di netto la testa senza che nessuno potesse dire una parola, anche perchè in tal caso gli avrebbe prima tagliato la lingua, insomma, la cattiveria in persona, tanto che non gli bastava poter decidere la vita e la morte di ogni essere vivente, la persona più cattiva al mondo voleva l’anima della gente, degli uomini, delle donne, dei bambini, delle piante, degli animali…

Un giorno pensò di farsi un amico o meglio qualcuno che gli stesse vicino, per prenderlo un po’ ingiro, dargli calci di tanto e in tanto, a volte anche bastonarlo.

Pensò così di rapire una piccola rondine: “le rondini sono nere e stupide, mi fanno molto ridere” disse “se le togli dalla mamma quando ancora sono sul nido non impareranno mai a volare!”

Il tempo passava e la piccola rondine cresceva sotto lo sguardo della persona più cattiva al mondo che non ci pensava mai due volte prima di offenderla e scoraggiarla ad ogni tentativo di volo. La piccola rondine vedeva i piccioni del giardino fare brevi rincorse e poi via verso il cielo, osservava il pettirosso nei giorni di primavera fare mille acrobazie tra le nuvole e il vento…

La persona più cattiva al mondo non perdeva un minuto per dirle: “vedi, piccola rondine, tu non sei come loro, tu non potrai mai volare! Perchè sei stupida e dovrai per sempre restare qui rinchiusa nella mia casa”.

La piccola rondine tentava ogni giorno di imitare i piccioni, i pettirossi, persino le farfalle, ma nulla di fatto, ad ogni rincorsa inciampava, le sue ali erano troppo pesanti per alzarsi in volo!

La persona più cattiva al mondo nel palazzo aveva anche una grande biblioteca, la più grande biblioteca di tutto il paese. Nonostante leggesse molto e fosse informata su tutto rimaneva cattiva, perchè si sa, non basta sapere molte cose per essere buoni. Le cose giuste sono poche ma prova tu a trovarle!

Così la piccola rondine nera provò perfino a studiare di nascosto dal libro di volo più famoso al mondo: “Tecniche miste di apertura alare del gabbiano Johnathan Livingston” ma nuovamente nulla di fatto, ad ogni tentativo, una botta in testa.

La persona più cattiva al mondo nei giorni di primavera prendeva una sedia a dondolo e si metteva ad osservare la piccola rondine. Restava lì con in mano il suo aperitivo preferito, “elisir d’arancia amara”, con tanto di ombrellino… ed osservava attentamente i tentativi di volo. Rideva così tanto nel vedere gli altri uccelli volare e la sua piccola rondine cadere che questo oramai era il suo passatempo preferito.

La piccola rondine iniziò a non uscire più dalla sua stanza, a restare chiusa tutto il giorno, al buio, fino a quando non volle più vedere nessuno, nemmeno il suo viso riflesso allo specchio.

Un giorno alla stremo delle forze, si alzò dal suo piccolo lettino ed andò verso la finestra. Il cielo quel giorno era di un azzurro intenso e le nuvole gonfie e candide, la piccola rondine vide passare un giovane gabbiano che agile e sospeso nell’immensità del cielo faceva vortici e piroette.

Non fu l’invidia tantomeno la rabbia a portarla a desistere. Ma il senso della vita che in lei era svanito. Aprì la finestra della sua stanza e come una madre che abbraccia suo figlio si lanciò nel vuoto…

ad un tratto l’ala sinistra iniziò a vibrare e l’ala destra non fece di meno, si aprirono all’improvviso le sue enormi ali ed iniziarono ad agitarsi, all’improvviso, senza nemmeno il tempo di pensare e fu così che la piccola rondine si ritrovò a volare… libera nel cielo.

La persona più cattiva al mondo entrò nella stanza della piccola rondine, vide il letto vuoto, la tenda leggermente aperta in una calma spettrale. Con un sorriso beffardo si diresse ad osservare l’accaduto, ad ammirare la sua opera finale!

Ma ritrovo soltanto due piume ed una scritta sul davanzale

“Il male può distruggere…. ma è l’istinto che ci porta sempre, sempre a volare!”

Grazie, un abbraccio,

Luca Bassanese

C’È UN MONDO CHE SI MUOVE!

C’è un mondo che si muove, che parte dalla gente e non può essere fermato, dopo anni di storia sonnolenta, di lamentele davanti al telecomando, c’è un mondo che si muove.

È un mondo che non ha età, non ha colore, non ha poteri da difendere se non la propria dignità.

C’è un mondo che si muove, figli nuovi e passati, per abbattere il muro degli ex idealisti accomodati in morbide poltrone con l’obbiettivo vacanze, morte psicologica e corporale di un’umanità che ora grida e fugge.

C’è un mondo che si muove, nei sorrisi mano nella mano di uomini, donne e bambini, nei cortei improvvisati per l’urgenza di sapere, di conoscere la realtà toccandola con mano.

C’è un mondo che si muove nelle parole di un giornalista che sente come obbligo inderogabile il dovere di verità sancito nelle norme della carta dei doveri.

C’è un mondo che si muove nelle mani di un chirurgo che ha scelto il senso stesso del suo dovere,
Art. 3 del codice deontologico: “Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra…”

C’è un mondo che si muove nel sorriso di un prete che ha scelto il vangelo, cosa strana di questi tempi, con tutte le critiche del caso da parte di un padrone a volte troppo ingombrante, quando sceglie il potere figlio d’altre scritture.

C’è un mondo che si muove nel senso di giustizia, nel sacrificio di un magistrato, nel sacrificio di un sindaco.

C’è un mondo che si muove in tutti coloro che proteggono il mondo dai profitti di un’industria che non si ferma nemmeno di fronte ai disastri ecologici e all’estinzione delle specie viventi.

C’è un mondo che si muove in ogni uomo e in ogni donna che si indigna di fronte alla mercificazione dell’essere umano.

C’è un mondo che si muove per ridare vita alla parola pace, denunciando ogni pensiero di guerra che si radica nella nostra esistenza e nel nostro territorio.

C’è un mondo che si muove per proteggere l’acqua, L’ACQUA fonte di vita!

C’è un mondo che si muove nelle parole dei poeti, degli scrittori, dei cantanti, degli artisti che comunque sia vanno avanti “perchè se la gente sa e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare” (F.De Andrè).

C’è un mondo che si muove ed ora è arrivato il momento di gridare al cielo:
C’è un mondo che si muove!

Cammina con lui, già in tanti sono in marcia e il loro viaggio è verso il Sole…

e qui mi dico, se non ora, quando?

URGENTE – AIUTIAMO SUBITO L’ASS. KHORAKHANÈ

L’associazione Khorakhanè ha subito il furto di tutte le attrezzature e gli attrezzi necessari alla realizzazione degli allestimenti del loro Festival. Un Festival il “So Far So Good”con il quale fino ad oggi l’associazione Khorakhanè ha saputo creare un ambiente di cultura e condivisione, di bellezza e sostenibilità…  ho avuto la gioia di partecipare all’edizione di due anni fa e vi garantisco che le persone coinvolte nel progetto meritano non solo per l’impegno ma soprattutto per lo spirito, il senso, lo scopo, la capacità di essere testimonianza reale di un Nuovo Mondo Possibile! Hanno saputo in questi anni creare comunità con il territorio facendo vera relazione, e questo è un atto di grande importanza, un atto rivoluzionario perché libera le menti dalla schiavitù dell’indifferenza.

Vi lascio i contatti diretti per poter portare concretamente il vostro aiuto, e sono sicuro che nonostante il danno ingente soprattutto per una “piccola” ma grande Associazione, con la forza di tutti l’edizione “So Far So Good 2013” non solo verrà realizzata ma sarà più bella e densa di un significato ancora più grande… l’aiuto e la partecipazione di noi tutti!

Un Abbraccio Solidale e Resistente, Luca Bassanese

contatti diretti con l’Associazione:
khorakhanet@gmail.com – Per contatti telefonici 3201108934

Di seguito la lista del furto e delle cose da recuperare di cui hanno urgente bisogno:

- Avvitatore
- Trapano
- Flessibile + disco diamantato
- Seghetto alternativo
- Generatore elettrico
- Pompa dell’acqua per il pozzo dell’orto
- 15 cacciaviti a stella e a taglio di misure diverse
- 3 pinze
- 4 martelli
- 2 mazzette
- 2 trancini
- 2 sparapunti
- 1 cassetta degli attrezzi (si, quella di ricky l’hanno presa intera!!)
- 1 raschietto (o spatola che dir si voglia)
- 2 pinze pappagallo
- 1 seghetto da ferro piccolo
- Alcuni cavi elettrici industriali da 220 di varia metratura

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Buon compleanno referendum (di Luca Bassanese)

Ricordo gli sguardi, l’energia, la moltitudine di persone unite dal desiderio di PARTECIPARE, d’essere parte di un cambiamento.

Si, perché il cambiamento siamo noi, siamo noi nelle nostre abitudini, siamo noi quando ci stacchiamo dalla tastiera di un computer ed iniziamo a testimoniare fisicamente i nostri pensieri, con i fatti, con le scelte consapevoli e materiali.

Migliaia di persone in marcia ed un’unica bandiera “ACQUA BENE COMUNE”.

Sebbene sembra che tutto scorra velocemente, che il referendum sia cosa lontana, non è così. L’informazione corre veloce poiché tutto rimanga com’è, nella confusione generale ci riempie la testa di notizie e restiamo al nostro posto sentendo dentro l’impotenza ed il peso che ci portano a desistere.

Ma è la POTENZA dei fatti che produce mutamenti, la capacità di capire nel tempo ciò che è importante per le nostre vite.

Selezionare, ecco la cosa più difficile da fare.

La vostra poesia preferita non è forse la sintesi che il poeta ha fatto di un significato talvolta infinito? Come L’amore? La vita? La morte?.

La vostra canzone preferita non è forse la sintesi di un sentimento così profondo che se cercate in voi stessi difficilmente riuscireste a descriverlo così bene? Tutto questo perché l’artista ascolta e seleziona, tra le parole, gli sguardi, i respiri, l’infinito.

Ognuno di noi può essere Artista della propria vita, raccogliendo i frammenti più significativi e tenendoli dentro come un bene prezioso da mostrare al mondo, da testimoniare al mondo.

Ciò che è impresso nelle coscienze è ciò che accompagna la trasformazione.

Ed è per questo che dobbiamo guardare alla storia e ragionare su di essa, su cosa è accaduto, su come si è riusciti a raggiungere un risultato così importante, perché lì è custodito il segreto e la chiave per il futuro.

Il referendum del 12 e 13 giugno del 2011 è un evento che bisogna mantenere vivo, continuando a testimoniare non solo il fatto in sé ma l’intero cammino che ci ha portati al risultato. Un cammino fatto di idee, lavoro, incontri, assemblee, dibattiti e tante persone unite sotto lo stesso cielo, grazie ad un forum, il FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA PUBBLICA.

Serve quindi ragionare e meditare, comprendere, ascoltare, ripercorrere la storia per agire nel futuro con consapevolezza.

Abbandonare le opinioni sull’immediato, su ciò che ci passa davanti agli occhi ora, perché abbiamo una storia più importante da raccontare, perché le opinioni non servono, perché la libertà come diceva Giorgio Gaber non è star sopra un albero e non è neanche avere un’opinione…

Ricordo gli sguardi, l’energia, la moltitudine di persone unite dal desiderio di PARTECIPARE, d’essere parte di un cambiamento.

Si, perché il cambiamento siamo noi, siamo noi nelle nostre abitudini, siamo noi quando ci stacchiamo dalla tastiera di un computer ed iniziamo a testimoniare fisicamente i nostri pensieri, con i fatti, con le scelte consapevoli e materiali.

BUON COMPLEANNO REFERENDUM, BUON COMPEANNO A TUTTI NOI… CHE MERAVIGLIA, CHE MERAVIGLIA, L’ACQUA NON NASCE NELLA BOTTIGLIA!

Luca Bassanese

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Ecco perché il 21 aprile parteciperò al Teatro Diana di Nocera Inferiore alla serata “Ricostruire la speranza – contro la camorra per la Città della Scienza”

RICOSTRUIRE,
può sembrare una parola forte, chiara, decisa.

Ma ricostruire non è facile, perché vuol dire per prima cosa iniziare da subito a mettere pietra su pietra, mattone su mattone, non solo dal punto di vista fisico, materiale, ma prima di tutto, ricostruire, vuol dire interrogarsi nel profondo, credere fortemente nella necessità di ricostruire, non solo perché si deve, ma perché si sente, forte, dentro, come la necessità di iniziare un nuovo racconto, una nuova storia.

La cosa più difficile nel ricostruire è mettere da parte la rabbia, l’odio, la vendetta, che sono le matrici essenziali di chi distrugge, di chi non riconosce il senso della bellezza perché forse l’ha incontrata ma non l’ha mai riconosciuta e perché dentro ogni sua debolezza trova soltanto il senso della violenza in ogni gesto, in ogni azione.

Quando il fuoco brucia, serve l’acqua per spegnerlo ma quando l’amore brucia, è più forte e non si esaurisce, si alimenta e diventa più grande. L’amore per qualcosa di importante, qualcosa che risponde al nome di cultura, crescita, futuro, è più forte.

Ed è così che un fiore sboccia, rinasce, perché rinascono per prima cosa le coscienze e si rafforza la consapevolezza di sentirsi parte di un’altra storia, di un’altra visione della vita che è fatta di una comunità che non si lascia sopraffare dai soprusi, dall’odio, ma che unita lancia un grido di gioia, non di rabbia! Ma di Gioia! Testimoniando il suo amore per ciò che era ed è stato distrutto, con la certezza che domani ogni cosa sarà più grande, più bella.

Nessuno può rubarti nulla se ciò che hai di più caro è la tua coscienza, nessuno può rubarti nulla se ciò che hai di più caro sono i tuoi pensieri…

Nessuno può distrugge i sogni perchè non si può distruggere ciò che è scolpito nell’anima della gente… ed allora innalziamo i nostri sguardi oltre la cenere, oltre il fumo, oltre il porto ed impariamo dal mare che da millenni ci osserva silenzioso con le sue onde, che una dopo l’altra incessantemente disegnano la riva.

Oggi non c’è stato tolto nulla ma ci è stata data una nuova possibilità.

La Città della Scienza è viva, dentro ad ogni pensiero, dentro ad ogni sguardo… Non resta che iniziare da subito a trasformare il sogno in materiale, così da renderlo visibile a tutti, buon cammino,

sarà pura energia!
Sarà pura Rivoluzione!

Ci vediamo il 21 aprile al Teatro Diana di Nocera Inferiore,

un Abbraccio Solidale e Resistente,
Luca Bassanese