Incredibile: IL Funerale Low-Cost

Non avrei mai immaginato di ritrovarmi a fotografare su un muro questo manifesto
appeso come tanti altri in tutta la città di Venezia

…e c’è chi sostiene che non siamo in tempo di crisi!

a voi i commenti….

 

 

Questo è il futuro… nuove generazioni verso la libertà!

Bellissimo articolo di Roberto Saviano:

leggi tutto su
http://www.repubblica.it/esteri/2011/11/19/news/saviano_zuccotti-25247190/?ref=HREC1-1

“Un ragazzo sorridente tiene in mano il suo cartello su cui c’è scritto: “I media tradizionali vogliono farvi credere che io sia un punk disoccupato anarchico che sostiene il comunismo. La verità è che sono uno studente universitario di 19 anni che fa due lavori per potersi permettere un’istruzione esageratamente cara. Sto inseguendo i miei sogni mentre Wall Street continua a speculare sul mio futuro. Se non vado bene nello studio, vengo cacciato dall’università. Se non faccio bene il mio lavoro, vengo licenziato. Quando quelli che lavorano a Wall Street mentono, imbrogliano e rubano, ricevono stipendi da record e bonus enormi. Mi rifiuto di stare zitto mentre i miei concittadini soffrono per le azioni incaute e irresponsabili di qualcuno nella nostra economia. Io sono la maggioranza. Io sono il 99%. Sorrido perché so che il potere delle persone è molto più forte delle persone al potere”.

…Quanto sei eco?

Segnalo questa iniziativa… Dal 7 novembre al 31 dicembre chiunque può raccontare, con video o testi, la propria vita a basso impatto ambientale, e tutti i video e i testi migliori verranno scelti per comporre un lungometraggio e un e-book dedicato alla vita ecologica.
Vai al sito: http://www.vitaimpatto1.org/

“Alluvione un anno dopo …immagini, musica e parole”

“Alluvione un anno dopo. Vicenza ricorda con immagini, musica e parole”: l’1 novembre in piazza Matteotti la commemorazione del doloroso evento che ha colpito la città

Per ricordare i terribili giorni dell’alluvione e per ringraziare chi si è speso per far rialzare dal fango la città, martedì 1 novembre piazza Matteotti sarà teatro di una sobria commemorazione. A partire dal pomeriggio il luogo simbolo del coordinamento dei volontari accoglierà tutti coloro che vorranno riunirsi in memoria di un evento che, seppur doloroso, ha fatto emergere la generosità di tanti.
Dalle 16 alle 19 sarà ripristinata la zona di raccolta volontari nei pressi dell’ingresso del Teatro Olimpico dove verranno allestiti due gazebo. Nel primo gazebo i cittadini incontreranno Croce rossa e Volontari della Protezione civile del Comune di Vicenza e della Provincia di Vicenza che saranno a disposizione per dare informazioni sulle loro attività. Il secondo gazebo sarà allestito con uno spazio dedicato al Comune di Vicenza dove saranno a disposizione i tecnici che si occupano dei lavori legati ai ripristini dopo l’alluvione e l’ufficio alluvione disponibile a dare informazioni. Ci saranno anche il Consorzio Alta Pianura Veneta, il Genio Civile, la Protezione civile della Provincia di Vicenza, Aim e Acque Vicentine.
Dalle 20.30 e fino alle 22 circa, su un palco allestito in piazza Matteotti, davanti a palazzo Chiericati, un gruppo di artisti si esibiranno con letture e musica per riflettere, in modo collettivo, ad un anno dal disastro sul tema della città e dell’acqua.
A dare inizio alla serata ci sarà il sindaco Achille Variati con l’assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini per un ringraziamento ai volontari che tanto hanno fatto per sollevare la città dal fango.
“Invito tutti i cittadini a partecipare a questo appuntamento in piazza Matteotti e naturalmente i volontari che tanto hanno fatto in quei giorni – dichiara il sindaco Variati -. Sarà un’occasione per riunirsi, riflettere e ricordare ad un anno dal disastro che ha colpito la nostra città. Nei gazebo allestiti i cittadini avranno modo di ricevere informazioni dai tecnici del Comune sullo stato dei lavori dopo l’alluvione e di contattare anche l’ufficio alluvione. E poi Protezione civile, gruppi e associazioni saranno a disposizione degli interessati. In serata salirò sul palco prima dell’inizio degli eventi – precisa il sindaco -per parlare ai vicentini e delineare la situazione attuale ad un anno dall’alluvione e per definire le prospettive future di intervento. Insieme a me ci sarà anche l’assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini che ringrazierà a nome dell’amministrazione comunale tutti i volontari che sono intervenuti per salvare la città dall’acqua e dal fango. E poi spazio agli artisti vicentini con esibizioni legate al tema della città e dell’acqua con parole racconti e immagini. E’ doveroso ringraziare l’Impresa Maltauro Costruzioni, la prima del territorio che in occasione dell’alluvione ha inviato strumenti e materiali e che per questo evento sostiene le spese di allestimento, oltre che il consigliere provinciale Matteo Quero, il mio ex assessore, per il coordinamento artistico.”
“Ritengo sia doveroso ringraziare con un piccolo riconoscimento quanti hanno collaborato con l’amministrazione comunale per riportare la città ad uno stato di normalità – spiega l’assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini -. Ai vari gruppi e associazioni verrà consegnata una medaglia con lo stemma di Comune e Protezione civile, un piccolo segno come ricordo della grande generosità e umanità dimostrata in occasione del grave disastro.”
La medaglia sarà consegnata a: Gruppo volontari protezione civile del Comune di Vicenza e Provincia di Vicenza, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale, Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano, Associazione nazionale alpini, Agesci, Aim, Acque Vicentine, Guardia di Finanza, Suem di Vicenza.
Numerosi gli artisti presenti, nomi noti del panorama vicentino: Patrizia Laquidara, che si è aggiudicata il premio Tenco 2011 per l’album in dialetto “Il canto dell’Anguana”, Luca Bassanese, artista impegnato che porta le sue canzoni dedicate all’acqua, Orchestra vicentina diretta dal maestro Fracasso, Orchestra giovanile della scuola Thelonious, Bernacca’s Band, gli attori Piergiorgio Piccoli e Anna Zago, Carlo Presotto, Pino Costalunga e lo storico Emilio Franzina.
“Sul palco insieme a Piergiorgio Piccoli porterò un reading a due voci composto da piccoli testi poetici dedicati alla terra veneta come terra d’acqua, con un ricordo anche ad Andrea Zanzotto – interviene Anna Zago di Theama Teatro”.
“Il Teatro Astra è stato colpito direttamente dall’alluvione e nel ricordo di questa tragica esperienza La Piccionaia-I Carrara interpreterà due scene dello spettacolo “Acqua in bocca” – spiega Carlo Presotto di La Piccionaia_I Carrara -, dedicato al tema della memoria dell’acqua prodotto da ARPA del Friuli Venezia Giulia la cui versione integrale andrà in scena a Cividale del Friuli in occasione della settimana della sostenibilità ambientale.”
Durante tutto lo spettacolo serale saranno proiettate in uno schermo video e foto dell’alluvione dell’1 novembre 2010. Le immagini video sono state concesse da Il Giornale di Vicenza e sono contenute nel dvd “La grande alluvione”. Le foto, invece, sono tratte da una raccolta di immagini che saranno utilizzate per una mostra dedicata all’alluvione in Veneto.
L’intera commemorazione non costerà nulla al Comune perché coperta interamente dall’Impresa Maltauro Costruzioni.

L’1 novembre, nel caso di notevole presenza di pubblico, per consentire lo svolgimento della commemorazione, rimarrà chiusa alla circolazione piazza Matteotti, dalla rotatoria all’incrocio con viale Giuriolo fino al civico 20, con conseguente modifica della viabilità. Inoltre le linee degli autobus che transitano per piazza Matteotti saranno deviate

La lettera di Elvira Dones (da leggere)

Merid Elvira Dones

In seguito ad una infelice battuta del premier sulle “belle ragazze albanesi”, la scrittrice albanese Elvira Dones ha rivolto una lettera aperta al Presidente Berlusconi. In visita a Tirana lo scorso febbraio, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

Nata Femmina.

Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione”.

Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.

Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia. Così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.

Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tv svizzera. Andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo.

E’ una storia lunga, Presidente… ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente, alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.

L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi. Mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi.

Merid Elvira Dones